Osservatorio Mobiliare – N°134

Il mese borsistico di aprile è stato contrassegnato da un generalizzato rimbalzo tecnico che ha permesso a quasi tutti i listini internazionali di correggere il marcato ipervenduto venutosi a creare nella seconda metà di marzo in seguito alle ricadute economiche del Covid-19.

Quantificando, la borsa cinese ed alcune piazze limitrofe sono quelle che hanno contenuto il ribasso da inizio anno entro il 10 %, seguono gli Stati Uniti che hanno recuperato circa metà del terreno perduto, mentre l’Europa deve accontentarsi di ritracciare circa un terzo dell’appesantimento ed alcune piazze emergenti, quali quelle sudamericane, faticano ancora a riprendersi. Vi sono due elementi che spiegano i differenti gradi di recupero dei diversi listini, il primo legato alla tempistica di diffusione del virus ed all’invasività delle misure di contenimento attuate dalle diversa autorità, il secondo dipende dalla rapidità e dalla dimensione degli interventi di politica monetaria e fiscale implementati. L’analisi della differente dinamica dei listini, fornisce utili indicazioni per ottimizzare il processo di selezione geografica degli impieghi borsistici, alla luce del migliorato quadro tecnico degli stessi. Infatti si era ipotizzata una fase di accumulazione che doveva seguire l’iniziale fase di rimbalzo da ipervenduto, e la stessa si è materializzata nelle scorse tre ottave, caratterizzate da un movimento laterale dei principali indici, all’interno di una fascia di oscillazione generalmente inferiore al 10 %.

Prendendo ad esempio l’indice S&P 500 statunitense, questa fascia è risultata compresa tra i 2700 ed i 2900 punti, livello superato nelle seduta di fine ottava scorsa, che ha visto anche la pubblicazione del peggior saggio di disoccupazione mensile dai tempi della Grande Depressione, vicino al 15 % per il mese di aprile. Durante la medesima ottava il deflatore implicito dell’indice, il VIX, che misura la volatilità, è sceso sotto il valore di 30, dopo un picco superiore ad 80 a metà marzo, portandosi quindi ad un valore compatibile con una tendenza di fondo normalizzata. Tale dinamica si spiega in quanto la borsa è un meccanismo di sconto delle stime economiche, quindi tiene già conto della caduta verticale del PIL nel secondo trimestre, mentre valuta con crescente ottimismo le prospettive congiunturali relative al secondo semestre ed al 2021. Ad esempio, il ritorno in forze della domanda ad aprile sulla borsa USA, risente in grande misura della decisone della FED di immettere nel sistema finanziario 4000 miliardi dollari e di quella del Governo di varare misure fiscali per altri 2800 miliardi, quindi molto al di sopra di quanto avvenne per la crisi del 2008. Lo stesso discorso, fatte salve differenze quantitative, vale per tutte le economie del G20, fatta un’importante eccezione per la Cina.

Quest’ultima non ha praticamente utilizzato lo stimolo monetario, immettendo a febbraio solo poche centinaia di miliardi di dollari e riducendo il costo del denaro meno di mezzo punto percentuale, potendo quindi ancora contare su di un invidiabile margine operativo, che le altre banche centrali hanno quasi esaurito. Quindi se si condivide l’ipotesi di lavoro che la tendenza di fondo dei listini internazionali si stia normalizzando, la quantificazione del rischio di ribasso si traduce, sempre considerando l’indice S&P 500 come esempio, in un modesto ampliamento della fascia di oscillazione dell’indice, compresa tra i 2600 ed i 3000 punti. Sul piano operativo un prossimo appesantimento verso quota 2700 punti, andrebbe utilizzato per proseguire nell’accumulare gradualmente posizioni sia nei settori che beneficiano delle mutate tendenze di mercato, quali farmaceutico, bio-ingegneria, tecnologia informatica, logistica, intrattenimento ed alimentare, sia in comparti più speculativi quali petrolifero, beni di lusso ed automobilistico, che forse hanno ceduto in borsa più di quanto i rispettivi fattori fondamentali giustifichino.

Nicola Bravetti Fonte dati: Bloomberg
“Quanto riportato non può – né potrà – essere considerato una sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari”