Osservatorio Mobiliare – N°149

Esaminando la dinamica dei principali indici di borsa internazionali durante il mese di luglio, si rilevano delle difformità di andamento le cui motivazioni meritano un approfondimento. Mentre in generale gli indici relativi alle piazze occidentali hanno registrato un andamento laterale delle quotazioni, solo gli indici larghi statunitensi presentano un marginale progresso, quelli asiatici si sono appesantiti, con particolari ripercussioni negative per quelli cinesi, compresa la piazza di Hong Kong. Riferendosi a queste ultime, dal mese di maggio si era osservato che la combinazione di un dollaro in leggero rafforzamento e la mancata attuazione da parte della PBOC di un marcato allentamento monetario nonostante l’impatto negativo della pandemia sulla congiuntura cinese, penalizzavano le prospettive economiche del gigante asiatico, consigliando un alleggerimento dei relativi impieghi borsistici. A far traboccare il vaso a fine luglio ci ha pensato il Presidente cinese Xi Jinping, entrando a gamba tesa nei programmi di quotazione all’estero delle grandi società tecnologiche nazionali a confermare che il ruolo dello stato in quel settore ed in quello della formazione, andrà costantemente aumentando.

I grandi consorzi bancari internazionali capofila dei numerosi collocamenti internazionali di società cinesi stanno tentando di correre ai ripari con un compromesso, puntando sulla piazza di Hong Kong, che potrebbe presentare un potenziale in termini di indice dopo il recente ribasso. Anche la borsa nipponica non ha brillato durante il mese borsistico appena conclusosi, perdendo più del 5%, a causa dei timori recessivi indotti dalla lacunosa campagna vaccinale e dagli enormi costi dei Giochi Olimpici in assenza di pubblico. Passando alle piazze occidentali, l’eventualità di una correzione estiva degli indici del 10/12% dai recenti massimi, risulta meno probabile con il passare delle ottave, suggerendo di modificare la previsione in un’eventuale correzione di minore entità, 6/8 % da utilizzare comunque per incrementare l’esposizione verso le borse, mentre la parte del leone nel processo di consolidamento delle quotazioni continuerà ad essere svolta dalla rotazione settoriale della domanda e dell’offerta di titoli. La contrapposizione delle definizioni di mercato delle azioni ed azioni del mercato, risale all’inizio della storia delle borse, nel senso che a fasi alterne si ottengono i migliori risultati investendo sugli indici nelle fasi di tendenza di fondo positiva oppure scegliendo i singoli settori od addirittura le singole azioni quando la tendenza degli indici è laterale, come quella attuale.

Infatti i listini internazionali sono reduci da circa 12 mesi di importanti rotazioni settoriali nell’ambito della domanda borsistica, partendo dal favore dato ai settori di crescita, tecnologici ed E- Commerce, a partire dalla primavera 2020, per passare in autunno ai settori più sottovalutati e legati alla prevista ripresa congiunturale, per passare ancora con l’avvio del nuovo anno ai settori ciclici e comunque legati al tema della possibile reflazione, si pensi alle materie prime, per spostarsi sui titoli difensivi questa primavera quando la certezza della recrudescenza inflativa ha iniziato ad affievolirsi per tornare ai titoli di crescita a partire da maggio, quando si è profilata la quarta fase della pandemia. In questo modo gli indici stanno correggendo le valutazioni al loro interno, senza aver apparentemente modificato il valore aggregato. Si può quindi ragionevolmente ipotizzare che le rotazioni settoriali continueranno, favorendo ancora i difensivi, farmaceutici ed alimentari, e consigliando l’accumulo di titoli nei comparti sottovalutati, penalizzati dalla recente dinamica pandemica, si pensi a tutte le attività legate al turismo, nonché il settore delle energie rinnovabili che prosegue nel consolidamento dopo il ribasso del primo semestre. Sul fronte degli alleggerimenti si può considerare il settore tecnologico che si trova in una situazione di ipercomperato.

Nicola Bravetti Fonte dati: Bloomberg

“Quanto riportato non può – né potrà – essere considerato una sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari”