OSSERVATORIO MOBILIARE – N° 155

La fase correttiva avviatasi sui principali listini azionari internazionali a metà gennaio, prosegue il suo corso, avendo raggiunto una situazione tecnica di iper venduto, che durante le scorse tre sedute ha favorito un rimbalzo fino a ridosso dei livelli tecnici di resistenza.

Prendendo come esempio l’indice S&P 500 USA, si è assistito ad una rottura del supporto collocato a quota 4350 punti, che ha aperto la strada ad un primo avvicinamento al successivo supporto posto a quota 4200, infatti l’indice ha rimbalzato dai 4220 punti, per poi portarsi sulla citata area di resistenza situata nella fascia 4530/4550 punti. Non vi sono soverchi dubbi sul fatto che gli indici stiano sviluppando una fase distributiva, che comporterà una correzione più significativa nella seconda parte dell’anno borsistico, mentre per ora rimarrà delimitata, nel caso dell’indice S&P 500, dal recente minimo di 4200 punti e dal livello di inizio anno, 4766 punti.

Questa distribuzione aveva già caratterizzato la dinamica degli indici nel quarto trimestre, come testimonia la stabilità degli stessi a ridosso dei massimi di periodo, a significare che l’offerta era modesta visto che il 2021 è stato un anno positivo per gli impieghi borsistici e quindi non vi era motivo di alleggerire entro la fine dell’anno, dall’altro lato la domanda era altrettanto debole viste le valutazioni raggiunte dai valori azionari. Con il 2022 è diventata prioritaria la necessità di correggere questo marcato iper comperato, soprattutto nei settori ad alta crescita degli utili, come il tecnologico, e gli investitori internazionali non hanno tardato a trovare almeno due valide motivazioni che giustificassero l’avvio della fase di realizzi in corso. Le crescenti tensioni geo-politiche tra la Russia ed il blocco occidentale in merito al posizionamento strategico dell’Ucraina, che l’ex URSS ha sempre considerato nella propria sfera d’influenza mentre l’Europa e gli USA da tempo tentano di attrarre verso ovest, si sono aggravate al punto di far paventare un intervento armato della Russia che avrebbe gravi conseguenze. In secondo luogo la FED dopo essere risultata vistosamente in ritardo nel rientrare dalla fase di forte espansione monetaria avviata nella primavera 2020, ha improvvisamente accelerato i tempi di attuazione del rientro, sorprendendo il mercato. Infatti le previsioni degli addetti ai lavori indicano ora 4 aumenti di un quarto di punto nel tasso guida a partire da marzo e di una riduzione del bilancio della FED entro fine anno, nell’ordine di 1,5 trilioni di dollari, pari al 17 % dello stesso.

Questo perché la valutazione della transitorietà della fase inflativa seguita ai blocchi produttivi dovuti alla pandemia, ha subito una significativa dilatazione dai circa 8 mesi previsti inizialmente agli attuali 26, rendendo inevitabile un intervento restrittivo in materia monetaria, che comunque impatta negativamente le stime di crescita congiunturale. Quindi le prossime sedute ed in generale la dinamica borsistica di febbraio, saranno caratterizzate da una tendenza ribassista di breve termine, con la seria probabilità di rivedere presto il recente minimo dello S&P 500 nell’indotto di quota 4200 punti. I listini europei in generale hanno evidenziato una dinamica migliore di quelli USA senza registrare violazioni tecniche di rilievo sui supporti di fine 2021, permettendo il mantenimento delle posizioni nei settori difensivi e sottovalutati, nonché nei valori ciclici. Quindi, verosimilmente, non si tratta ancora dell’avvio di una fase borsistica negativa di lungo termine visto l’eccesso di liquidità ancora disponibile nei vari sistemi finanziari, e rimane valida la tattica di acquistare titoli di qualità durante questo ribasso, ipotizzando una ripresa delle quotazioni a cavallo della fine del primo trimestre. I principali listini asiatici potrebbe presentare una dinamica dicotomica nel senso che la borsa nipponica è reduce da una marcata fase ribassista che ne ha deteriorato la tendenza di fondo, mentre quella cinese, reduce peraltro da un negativo 2021, sembra invece iniziare ad offrire delle opportunità. In ambito valutario, il dollaro dopo aver inizialmente negato la rottura del supporto collocato sulla parità di 1,1410 verso l’Euro, in relazione alle tensioni geo- politiche sui confini dell’Europa, all’indomani delle recenti dichiarazioni della Governatrice della BCE, signora Lagarde, relative ad un possibile irrigidimento della politica monetaria in chiave antinflativa, ha nuovamente violato il supporto, confermando l’ipotesi che a tendere il biglietto verde si indebolisca ulteriormente.

Nicola Bravetti Fonte dati: Bloomberg
“Quanto riportato non può – né potrà – essere considerato una sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari”