{"id":5450,"date":"2016-07-11T20:22:25","date_gmt":"2016-07-11T18:22:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bravettinicola.ch\/?p=5450"},"modified":"2018-12-16T20:24:31","modified_gmt":"2018-12-16T19:24:31","slug":"osservatorio-mobiliare-n-93","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/?p=5450","title":{"rendered":"Osservatorio Mobiliare \u2013 N\u00b0 93"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono trascorse poco pi\u00f9 di due ottave dalla decisone Britannica di lasciare l\u2019Unione Europea, ma la distanza tra la percezione dell\u2019evento da parte della politica rispetto a quella dei mercati finanziari rimane, a dir poco, preoccupante. Chi si attendeva delle risposte tempestive da parte delle autorit\u00e0 europee \u00e8 rimasto deluso, anche se i tempi della politica, \u00e8 risaputo siano molto pi\u00f9 lunghi di quelli con cui si muovono i mercati finanziari. Quindi condizionati dalle scadenze elettorali del 2017, il governo tedesco e quello francese tentano ancora la strategia del \u201cpesce in barile\u201d consci che qualsivoglia concessione sul tema della flessibilit\u00e0 verso i paesi pi\u00f9 deboli equivarrebbe all\u2019ammissione del fallimento delle politiche di austerit\u00e0 portate avanti pervicacemente dal 2009, con i risultati sotto gli occhi di tutti. Ma se le banche centrali possono concertare interventi per calmierare la volatilit\u00e0 sul mercato dei cambi e su quello dei titoli di stato, le borse azionarie sono molto pi\u00f9 autonome nelle proprie scelte e possono, tramite la propria dinamica, forzare la mano ai governi, cos\u00ec restii a prendere decisioni. Infatti bisogna ricordare che i crolli di borsa comportano inevitabilmente l\u2019avvio di fasi congiunturali recessive, rischio che i governi sotto scadenza elettorale non si possono concedere. Il chiaro segnale lanciato dai listini, non solo europei, all\u2019indomani del voto britannico, lascia poco spazio a dubbi sulla dinamica di breve termine degli stessi, se non verr\u00e0 sgomberato il campo dall\u2019incertezza almeno per quanto riguarda il settore che da mesi trascina al ribasso le borse, quello bancario. Prendendo ad esempio la borsa italiana, quella rappresentativa del comparto bancario in assoluto pi\u00f9 debole in Europa, sia a causa dell\u2019enorme portafoglio di titoli di stato domestici da esso detenuto sia perch\u00e9 la percentuale di NPL sul valore dei bilanci risulta quasi quadrupla rispetto alla media europea, la sua attuale capitalizzazione potrebbe gi\u00e0 scontare alte probabilit\u00e0 di distacco dall\u2019Unione Europea, o in alternativa, dalla Moneta Unica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli avvenimenti dell\u2019autunno 2011 hanno gi\u00e0 dimostrato quanto questi scenari siano remoti, ma ora la BCE ha sostanzialmente esaurito le munizioni e la stabilizzazione dei valori bancari in borsa passa forzatamente dai palazzi della politica europea, i cui responsabili se non sono, per ora, intenzionati a concedere flessibilit\u00e0 ai paesi membri in termini di parametri di Mastricht, dovranno almeno  concederla tramite l\u2019interpretazione accomodante dei termini che regolano l\u2019applicazione del Bail-in bancario di recente approvazione. Se ci\u00f2 non fosse il caso, la seconda parte di luglio vedrebbe l\u2019abbandono del prolungato movimento laterale degli indici in essere dal 2015 e l\u2019avvio di una nuova fase ribassista in Europa che avrebbe facilmente ragione dell\u2019importante supporto tecnico collocato a quota 2670 punti dell\u2019indice Eurostoxx50, violato il quale diventerebbe molto difficile ipotizzare che quota 2450 sia in grado di arginare la pressione dell\u2019offerta. In pratica se la classe politica al potere continuer\u00e0 a restare sorda alle improrogabili richieste dell\u2019economia, saranno le borse ad aggiustare le quotazioni per tenere conto di uno scenario congiunturale prospettico di rinnovata recessione nel Vecchio Continente.  Intanto Wall Street continua a consolidare a ridosso del massimo storico dell\u2019indice S&amp;P 500, rappresentando anche un supporto di breve per gli indici europei alle prese con il pericolo dall\u2019acuirsi della crisi economica, ma a dispetto dei recenti dati positivi sull\u2019occupazione, i recenti tentennamenti della FED in ordine alla politica monetaria, potrebbero aver gi\u00e0 iniziato a penalizzare la congiuntura. L\u2019analisi dei dati sulla liquidit\u00e0 privata, principalmente aziendale, relativi al mese di giugno, rivelano una forte ed inattesa contrazione, che potrebbe anche aiutare a spiegare la modesta reazione rialzista del dollaro all\u2019indomani dell\u2019annuncio di Brexit. Quindi il fatto che il biglietto verde abbia fatto poca strada dopo l\u2019epocale decisione britannica, potrebbe dipendere dalla contrazione della liquidit\u00e0 aziendale, foriera di un eventuale raffreddamento congiunturale. Tale ipotesi risulta confermata dalla tendenza positiva dell\u2019oro, che dopo aver superato agevolmente la resistenza a quota 1300 dollari l\u2019oncia si avvia a testare quota 1380.  Infatti il metallo giallo viene percepito come un\u2019alternativa reale alle monete cartacee, quindi in una fase di svalutazioni competitive, ultima quella della sterlina, e sussistendo un rapporto inverso con la tendenza del dollaro statunitense, l\u2019obiettivo di 1500 $ all\u2019oncia entro fine anno, appare raggiungibile. Inoltre la stabilizzazione al ribasso della parit\u00e0 del dollaro continuerebbe a favorire le economie emergenti, in particolare quelle produttrici di materie prime, con positive ricadute sul quadro economico globale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola Bravetti                                Fonte dati: Bloomberg<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono trascorse poco pi\u00f9 di due ottave dalla decisone Britannica di lasciare l\u2019Unione Europea, ma la distanza tra la percezione dell\u2019evento da parte della politica rispetto a quella dei mercati finanziari rimane, a dir poco, preoccupante. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5306,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,4],"tags":[17,23,22,20,18,19],"class_list":["post-5450","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ossmobiliare16","category-ossmobiliare","tag-bravoadvisory","tag-mobiliare","tag-osservatorio","tag-svizzera","tag-switzerland","tag-ticino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5450"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5451,"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5450\/revisions\/5451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bravettinicola.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}