Per le borse internazionali, il mese borsistico di gennaio si stava avviando alla chiusura con un bilancio moderatamente positivo, a conferma della buona tendenza di fondo ereditata dal 2019.
Però la scorsa ottava si è conclusa con una seduta all’insegna dell’offerta, che potrebbe preludere ad una fase di appesantimento nel breve termine, indotta da due fattori contingenti, la procedura di messa in stato di accusa del Presidente USA, entrata nel vivo, ed il diffondersi del Corona virus sviluppatosi in una regione della Cina. Mentre il procedimento contro il Presidente statunitense potrebbe risolversi in tempi brevi e sembra avere un esito scontato, vista la maggioranza repubblicana al senato, molto più complessa risulta la valutazione di quanto stia realmente accadendo in Cina. Intanto le cifre ufficiali sulla diffusione del virus, andrebbero prese con beneficio d’inventario, in quanto nella realtà i casi potrebbero essere di gran lunga maggiori, inoltre la tempestiva ed apprezzabile pronta reazione delle autorità locali, potrebbe avvalorare la tesi che il principio attivo sia sfuggito ad un laboratorio di ricerca, e che la sua pericolosità sia maggiore di quello analogo del 2003.
Comunque sia, l’aver attuato un cordone sanitario intorno a 20 grandi città popolate da 60 milioni di abitanti, appare una misura drastica che non mancherà di influenzare negativamente la crescita del PIL cinese nel primo trimestre, dopo un 2019 che ha fatto registrare il più basso saggio di crescita da diversi anni a questa parte. Certo risulta prematuro considerare questo accadimento come un “cigno nero”, vale a dire un fatto totalmente imprevedibile che possa influenzare negativamente i mercati finanziari mondiali, però conviene attendere qualche seduta prima di considerare l’eventuale prosieguo dell’appesantimento un’opportunità d’acquisto anche per capire i tempi tecnici per lo sviluppo di un vaccino.
Una tattica prudente sembra anche indicata dall’improvvisa discesa dei rendimenti dei titoli del tesoro americano, scesi in poche sedute dall’1,94% al 1,62 %, riferendosi ai decennali. Uno sviluppo positivo potrebbe invece venire dalle prossime decisioni della PBOC, che dopo aver immesso a dicembre 510 miliardi di RMB nel sistema creditizio cinese e dopo aver ridotto i requisiti di riserva obbligatoria delle banche di 800 miliardi di RMB a gennaio, potrebbe accelerare il proprio contributo al QE già attuato da quasi tutte le altre banche centrali mondiali. In sintesi, appena superata l’attuale contingenza che dovrebbe rivelarsi di breve termine, le borse torneranno a scontare positivamente la marcata fase di espansione monetaria attuata dalle rispettive autorità che avrà come conseguenza un moderato miglioramento del quadro congiunturale complessivo durante il corso del 2020. Volendo quantificare il rischio di ribasso sotto il profilo tecnico, si potrebbero considerare i livelli di supporto evidenziati dagli indici, quali quota 3150 punti per lo S&P 500 e 3600 punti per l’Eurostoxx 50.
Nicola Bravetti Fonte dati: Bloomberg
“Quanto riportato non può – né potrà – essere considerato una sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari”
