OSSERVATORIO MOBILIARE – N° 179

L’autunno borsistico internazionale si avvia condizionato da diversi fattori di incertezza che spaziano dalle imminenti elezioni presidenziali USA, alle prossime decisioni di politica monetaria delle banche centrali, alla reale tenuta delle congiunture economiche sulle opposte sponde dell’Atlantico ed alla dinamica prospettica del cambio del dollaro, elementi in parte collegati tra loro.

Sul fronte del costo del denaro, le recenti decisioni della Fed e della BCE di avviare una fase di riduzione dei tassi guida, sgombrerebbero il campo dai dubbi sulle loro reali intenzioni. Infatti, mentre per la BCE la strada appariva obbligata, nel senso che il marcato appesantimento congiunturale della Germania che impatta tutta l’industria europea, causato dalla debolezza cinese e dalle miopi decisioni di Bruxelles sulla mobilità elettrica, richiede un rapido allentamento monetario, per la FED la situazione appariva meno chiara. La banca centrale USA ed il ministero del Tesoro potevano avere un interesse nell’indurre una recessione economica nel 2025, tramite il mantenimento di un costo del denaro superiore a quanto l’attuale modesta congiuntura possa tollerare, allo scopo di ridurre in prospettiva gli interessi sul debito pubblico a lungo termine, che sfiorano i 6 trilioni annui a fronte di un debito complessivo di 32 trilioni. Tale ipotesi si inseriva anche in una tempistica favorevole, essendo il prossimo anno il primo della nuova presidenza, dando all’Amministrazione tutto il tempo di risollevare la congiuntura entro il quadriennio del mandato. Ma la recente decisone della FED di ridurre di mezzo punto percentuale il tasso guida, sembra confutare tale ipotesi, in quanto si tratta di un marcato sostegno alla tenuta del ciclo economico; quindi, le ipotesi recessive vanno spostate almeno al 2026.

A caldo le borse hanno accolto favorevolmente la decisone USA, ma, passate le odierne scadenze tecniche, conviene attendere la prossima ottava per valutare la dinamica di breve degli indici. Come detto, la congiuntura europea è molto debole e non mancherà di impattare negativamente sugli utili societari deludendo le aspettative degli investitori mentre anche se l’economia statunitense regge, l’incertezza elettorale potrebbe causare degli appesantimenti della quota nel breve termine. Le eventuali correzioni nelle quote andrebbero considerate delle opportunità di acquisto, in quanto questa fase borsistica che precede le elezioni presidenziali USA, presenta caratteristiche tecniche di accumulazione, e potrebbe precedere un movimento rialzista nell’ultimo scorcio dell’anno. Questa ipotesi troverebbe conferma dall’analisi dei livelli di liquidità sistemica generata dalle banche centrali da cui si evince che gli istituti asiatici, BOJ e PBOC, hanno recentemente stabilizzato tale aggregato dopo un semestre di attesa, mentre la FED appare decisamente accomodante, in linea con la decisione sul tasso guida, e la BCE ha anch’essa normalizzato il livello della propria liquidità. Considerato che l’attuale fase di accumulazione comporta un movimento laterale degli indici, risulta rilevante sfruttare la rotazione settoriale della domanda, che favorisce sia i comparti difensivi quali servizi pubblici ( utilities ), farmaceutici, alimentari sia quelli ciclici vista la recente svolta della politica monetaria. Il settore delle materie prime industriali potrebbe essere un altro beneficiario di questo allentamento creditizio, mentre emergono delle potenzialità dagli ambiti alternativi alla produzione di energia rinnovabile, quali il nucleare sia in termini di estrazione del minerale sia per quanto attiene le nuove tecnologie. Per gli impieghi a reddito fisso rimane raccomandabile l’attenzione sulla qualità finanziaria dell’emittente ed una durata media di un lustro, in quanto l’atteso riposizionamento positivo della curva dei rendimenti soprattutto del dollaro, rischia di realizzarsi tramite una discesa dei rendimenti a breve accompagnato però da un rialzo di quelli a lungo, indotto dal forte fabbisogno di finanziamento del Tesoro, che richiederà cedole più alte per essere soddisfatto

Nicola Bravetti Fonte dati: Bloomberg

Quanto riportato non può – né potrà – essere considerato una sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari”