OSSERVATORIO MOBILIARE – N° 190

L’anno borsistico appena conclusosi si è rivelato molto soddisfacente sotto il profilo della progressione degli indici, che si colloca sulle due cifre percentuali per la quasi totalità dei principali listini. Se si considera il complesso quadro geopolitico che a macchia di leopardo ha contraddistinto il periodo, i timori di un’eventuale recessione causata dalla politica monetaria europea e quella statunitense, allineatesi solo verso fine anno, ci sarebbe da sorprendersi per il risultato ottenuto.

Il positivo andamento dei mercati mobiliari trova la sua principale spiegazione nel ciclo espansivo della liquidita’ sistemica, che proprio alla fine dell’anno ha raggiunto probabilmente il proprio picco di periodo, almeno negli Stati Uniti. Non a caso il direttorio della FED negli scorsi mesi ha dapprima ufficialmente dichiarata chiusa la fase di irrigidimento creditizio testimoniata dalla graduale riduzione del proprio bilancio e piu’ di recente, il Governatore Powell ha indicato la possibilita’ di ulteriori riduzioni del tasso guida, misure volte a sostenere la liquidità. Infatti, alcuni segnali provenienti dal settore del credito privato, indicherebbero una certa tensione che verrebbe corretta da una politica monetaria leggermente piu’ accomodante. Questi sviluppi hanno preoccupato il mercato che li ha collegati alle continue critiche del Presidente Trump verso l’operato della FED, nel senso che l’esecutivo punterebbe ad un costo del denaro nell’area dell’1% per stimolare la congiuntura prima delle elezioni di medio periodo.

Il timore degli investitori è che la banca centrale possa ridurre ingiustificatamente il tasso guida, rispetto ai fondamentali economici, provocando una recrudescenza inflativa ed una maggiore inclinazione della curva dei rendimenti offerta dal dollaro. Nella realta’ anche la nomina a maggio di un nuovo Governatore piu’ vicino alla posizione del Presidente non avrebbe effetti significativi visto il numero dei componenti del Direttorio, senza contare che la pratica dimostra che sono i tassi a lungo termine che influenzano quelli a breve e non l’opposto. Quindi la curva dei rendimenti potrebbe appiattirsi piuttosto che inclinarsi maggiormente, perché l’avvio di una graduale riduzione della liquidità sistemica comporta un aumento della domanda dei titoli di stato a lungo termine, in relazione ad una minore propensione del rischio, diminuendo quindi il premio di durata insito nei rendimenti offerti che a loro volta, ridurrebbe le attese inflazionistiche. Un’importante caratteristica dei picchi della liquidità, come quello attuale, è il coincidere con una fase di accelerazione congiunturale, perché la liquidità ancora presente viene spostata dagli impieghi finanziari all’economia reale. Tale ipotesi trova sostegno anche nell’osservazione che durante l’attuale mandato presidenziale, il contributo alla crescita economica proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale, continuerà a rimanere significativo.

Se a tutto cio’ si aggiunge la politica fiscale accomodante in essere, le prospettive di crescita del PIL USA risultano piu’ che soddisfacenti, riducendo il potenziale al ribasso del corso del denaro e rendendo probabile una curva dei rendimenti piatta. Le ricadute borsistiche di questo quadro di riferimento statunitense, vedono la positiva tendenza di fondo in essere destinata a proseguire grazie alla crescita congiunturale prospettica, alla tenuta del livello di liquidità sistemica – almeno nel primo semestre – e alla stabilizzazione dei rendimenti a lungo termine. Anche i listini europei mantengono un interessante potenziale grazie al positivo contributo alla crescita indotto dal formidabile piano di incremento della spesa pubblica deciso dalla Germania, solo parzialmente scontato dalle quotazioni. Sotto il profilo tattico è possibile che si sviluppi una correzione da iper-comperato nel primo trimestre, che si presterebbe ad un incremento dell’esposizione azionaria.

Nicola Bravetti Fonte dati: Bloomberg

Quanto riportato non può – né potrà – essere considerato una sollecitazione all’investimento in strumenti finanziari”